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Idee, pensieri e parole di Giorgio Sassi
Articolo su La Prealpina
Scritto da Giorgio Sassi|
dal quotidiano LA PREALPINA del 09-08-2026 Pinocchio giupiin BODIO LOMNAGO (F.L) – Lo si sente vicino, una presenza famigliare autentica, che ti guarda nell'anima ed è pronto a rimproverarti o a fare pace. Quel legame diventa sempre più intenso, tocca le corde ancestrali. Sì, perché la sua presenza si manifesta con una voce imbevuta nel dialetto. Così di Pinochio noi sappiamo la storia, ma quando ci rendiamo conto che si manifesta con parole di quel nostro vernacolo così denso di significato, allora diventa un ascolto attento e curioso. L'ultimo dono di Giorgio Sassi, ormai consolidato nel tempio dei traduttori in lèngua da Varées, avendo curato opere classiche (e chi dimentica l'Inferno dantesco!), è stato una sorpresa. Nel suo stile di uomo dedito a questa passione che coltiva quotidianamente ha affrontato questo piacere offrendoci parole colte, proprie quelle usate dai nostri vecchi. Sì, parole colte dialettali che sono anche di difficile comprensione. Ma questo dato non deve essere un deterrente, dà la giusta dimensione di cosa sia il dialetto: una lingua stratificata nel tempo, frutto di tante dominazioni, che ci offre dei suoni che l'italiano non ha. Calata nella storia del giupiin è la prefazione di Alberto Palazzi, direttore dell'associazione di "Menta e Rosmarino" che ha patrocinato l'opera: «Questo dialetto sa essere anche tenero, senza mai diventare sdolcinato. Pinocchio non è più solo capriccioso: diventa bischiziuus, parola splendida e piena di carattere. Non risponde: al rebèca. Non dorme: al runfa. Al salta-nul lecc, in un dialetto primitivo, e quando le gambe s'hinn disranghii e iniziano ad andare da sole, non fugge, al ména i tòll». Le note, proprio perché il dialetto non si limiti a raccontare una storia, ma la racconti seduto accanto a te, come un amico, sono ricche, così la partecipazione del lettore è completa. Sassi nel suo stile presenta libri graficamente ricchi, curati nei dettagli, con immagini che fanno tornare bambini. È interessante chiedere all'autore, abituato a tradurre testi di letteratura a partire dai sonetti di William Shakespeare, che cosa abbia provato di fronte a queste pagine da tutti conosciute e rivolte ai bambini. «Mi sono accorto che non è un libro per bambini. Ne consiglio la lettura agli adulti. Vuole sapere che cosa ho provato mentre traducevo? Paura. Sì, ha sentito bene, per tutte le esperienze difficili che ha dovuto vivere a causa degli esseri umani. Io stavo male per lui». |
Articolo su La Prealpina
Scritto da Giorgio Sassi|
dal quotidiano LA PREALPINA del 06-02-2026 CON GIORGIO SASSI ANCHE BODIO LOMNAGO (F.L) – Si è abituati alle sorprese che ci riserva Giorgio Sassi, scrittore dialettale nato e cresciuto ad Azzate, residente a Bodio Lomnago, che ha una particolare attitudine a tradurre opere classiche nel nostro vernacolo. Con lui, dopo aver conosciuto racconti sulla vita dei nostri nonni, abbiamo incontrato Shakespeare, Dante, Boccaccio, Baudelaire. Ha sempre stupito la sua capacità di rendere viva la nostra lingua di fronte a passaggi difficili di opere immortali. Questa volta ci sorprende ancora di più di fronte a un libro, tradotto dal francese sette anni fa, conservato nella memoria del computer e riportato alla luce dall’amore della figlia Sarita e del genero Giorgio Regina che hanno voluto onorare il suo grande lavoro, creando, forti della loro esperienza di scenografi, una impaginazione curata in ogni dettaglio, talmente ricca di particolari curiosi e raffinati che questi "avvolgono" il lettore. |
Lèngua da Varées
Scritto da Giorgio Sassi|
"Benvenuti nel mio angolo di mondo, dove le radici incontrano la grande letteratura. Mi chiamo Giorgio Sassi e ho dedicato la mia vita a una missione che molti definirebbero folle: dimostrare che il nostro dialetto varesotto non è solo un ricordo del passato, ma una lingua viva, capace di dare voce persino a Dante e Boccaccio. Questa è l'essenza della mia sfida: trasformare il parlato dei nostri padri in un ponte verso il futuro." |
Articolo su La Prealpina
Scritto da Giorgio Sassi|
dal quotidiano LA PREALPINA del 24-12-2024 Boccaccio di Sassi
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